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Prestito personale |
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Il prestito personale è una particolare forma di finanziamento a disposizione delle famiglie di consumatori e destinato all’acquisto di beni di ordinario consumo.
Il prestito personale è regolato dalla legge sul credito al consumo (Dlgs n. 141 del 13 agosto 2010 e Dlgs n. 218 del 14 dicembre 2010) che prevede il finanziamento di un importo prefissato ad un tasso di interesse fisso e rimborsabile secondo un piano di ammortamento a rate costanti.
Alcuni istituti mettono ha disposizione dei propri clienti dei contratti di prestito personale che prevedono un tipo di rimborso flessibile con la possibilità di interrompere il pagamento delle rate per un determinato periodo.
Il prestito personale rientra nella categoria dei prestiti non finalizzati, cioè in quelle operazioni di finanziamento non direttamente collegate all’acquisto di uno specifico bene o servizio.
Il prestito personale differisce dal prestito finalizzato perché non entra in gioco la figura del rivenditore convenzionato (dealer); il contratto di prestito è concluso direttamente tra l’istituto finanziatore ed il richiedente; di conseguenza, se la richiesta di prestito personale viene accettata, l’erogazione avviene direttamente in favore del cliente, sia con l’emissione di un assegno che con l’accredito sul suo conto corrente bancario.
Con il prestito finalizzato l’importo del finanziamento concesso viene riconosciuto direttamente al rivenditore convenzionato che provvede alla consegna del bene o all’erogazione del servizio oggetto del prestito.
L’assenza della figura del rivenditore (dealer), ovvero la mancata destinazione d’uso del prestito, quindi mancando l’acquisto di un bene o di un servizio, rende il prestito personale più rischioso per l’istituto finanziatore e conseguentemente più oneroso per il cliente.
Il prestito personale è un prodotto finanziario concesso dalle banche o da istituti specializzati; gli importi finanziabili non possono essere inferiori a 200,00 euro o superiori a 75.000,00, ma di norma variano da un minimo di 1.000,00 euro ad un massimo di 30.000,00; alcuni istituti arrivano a concedere anche importi superiori e per durata oltre i 60 mesi.
Anche se si tratta di un prestito non finalizzato, la banca o l’istituto finanziatore, per istruire una richiesta di prestito personale, chiede al cliente una motivazione della destinazione del prestito.
Il prestito personale non prevede la presenza di garanzie reali , ma può capitare che l’istituto erogatore richieda le garanzie personali come la firma di un coobbligato ( seconda firma) o addirittura, anche la presenza di una firma a garanzia (fideiussore).
Risulta una prassi oramai consolidata che, per un prestito personale di un importo oltre gli 8.000,00 euro, gli istituti richiedano garanzie personali, come la firma di un coobbligato o quella di un garante. è una prassi abbastanza normale.
Per richiedere un prestito personale, il cliente deve fornire:
- i dati anagrafici che servono a verificare che l’età sia compresa tra i 18 ed i 70 anni, età massima a cui vengono concessi i prestiti;
- i dati personali che riguardano la professione del richiedente ed il suo reddito.
- la documentazione riguardante la propria situazione finanziaria: protesti, fallimenti, capacità di rimborso, richiesta del credito in proporzione al reddito, ecc.
L’istruttoria di un prestito personale, prevede l’interrogazione di una centrale rischi che fornisce tutte le informazioni relative ai debiti in corso, alla puntualità sui pagamenti delle rate e alle domande di prestito presentate.
I criteri di valutazione per la concessione di un prestito personale variano da istituto ad istituto; per questo motivo la stessa domanda di prestito può essere rifiutata da un istituto ed accettata da un altro.
Ogni istituto valuta in che misura intende assumersi la responsabilità del rischio e di conseguenza quando e quanto stringere o allentare i propri parametri di accettazione.
É facilmente intuibile che l'accettazione della richiesta di prestito, specialmente nel caso di importi elevati, è subordinata alla stabilità lavorativa, al livello di reddito ed alla capacità di rimborso del richiedente il prestito personale.
Per valutare la capacità di rimborso del richiedente, gli istituti calcolano il rapporto tra il reddito mensile del richiedente il prestito personale e la rata mensile da rimborsare (deve rientrare sempre nel 33%).
L'affidabilità creditizia è di fondamentale importanza per gli istituti finanziatori, che valutano il rischio connesso ad ogni richiesta di prestito analizzando accuratamente il rapporto di credito di ogni soggetto. |
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